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SIDERARE

 

“… L’umanità esiste per creare opere d’arte, questa per lo meno e’ disinteressata, a differenza di tutte le altre azioni umane…”  

(dal film Stalker di Andrej Tarkovskij)

 

Il progetto SIDERARE nasce dalla volontà di sollecitare e promuovere una commistione tra le arti e dal principio di reciprocità come elemento sul quale costruire uno scambio proficuo fra l’operazione artistica ed il luogo architettonico.
Questo stesso principio costituisce l’identità culturale della Fondazione VOLUME! che con il format CROSSWISE! si muove in contesti urbani e si lega alla musica, alla fotografia ed al video, promuovendo contaminazioni e creatività giovane.
Motivo che ha ispirato l’intera operazione ed il lavoro di Isonzo, oltre che indirizzare la scelta della location, è STALKER, una tra le pellicole più importanti della cinematografia internazionale, del regista russo Andrej Tarkovskij.
L’intento quello di sviluppare una riflessione generale sull’arte che parta proprio dall’immagine in movimento, dal cinema, come forma d’espressione che si costituisce attraverso il concetto di tempo e di spazio e ne riproduce in toto la consistenza attraverso la rappresentazione della realtà.
Il film scelto un capolavoro, dal quale emerge in modo scultoreo proprio la dimensione del tempo, attraverso la storia di un viaggio che conduce ad una più generale riflessione sul senso del conoscere, del creare e dell’essere. Una splendida fotografia che passa dal bianco e nero al colore, echi, rumori in un metallico susseguirsi e musiche suggestive, fanno da cornice al percorso di uno scrittore e uno scienziato che si avventurano nella “Zona”, territorio agreste, desolato e decadente. Il luogo che i due uomini vogliono raggiungere, condotti dallo Stalker che li guida secondo misteriosi criteri è “la stanza”, all’interno della quale si vocifera che si possano avverare solo i «desideri più intimi e segreti». I due non vi entreranno mai.
Le personalità dei tre uomini, i dialoghi e le loro storie personali riportano alla condizione dell’uomo e dell’artista, a quella spinta di superare la condizione umana e a quel senso di ignoto che la caratterizza, attraverso il desiderio e l’esperienza estetica, come superamento di quei limiti, come viaggio intimo e sofferente verso la realizzazione della propria natura profonda.

Desiderare, deriva dal latino de-siderare, mancanza (de) di stelle (sidera, da sidus, sideris). Nel senso di “togliere lo sguardo dalle stelle per difetto di auguri”, e cioè di buoni presagi, perciò ricerca di un altro o di un altrove, recando in sé il segno stesso di una privazione, una “insufficienza d’essere, caratteristica essenziale della condizione umana» . SIDERARE, da cui prende il nome la manifestazione, è l’atto di fissare attentamente le stelle, perdendosi in questa infinità e nell’imperscrutabilità del nostro essere, restando però in questo spazio, in questa “ZONA”, in questa condizione, “… il posto più silenzioso del mondo”, proprio come lo è il Forte Portuense, mai raggiunto dai rumori della città.
L’intero progetto è pensato dunque come un viaggio metaforico all’interno di questa architettura che fu una fortezza, e le luci che la riaccendono, pensate dallo scenografo Gianni Brugnoli, restituiscono un biancore simbolico. Un gesto luminoso che richiamerà le atmosfere del film, riferendosi a quell’ AION greco che rappresenta l’eternità, il tempo infinito.
La musica che “… come un qualche miracolo penetra l’animo umano”, legandosi alla realtà senza ideologie, disinteressatamente, accompagna il visitatore durante il percorso, fino al tramonto,
Le opere luminose di Alfonso Maria Isonzo, nate ispirandosi ai temi focali della pellicola, sono pensate per collocarsi nelle stanze del forte come delle stazioni che ripercorrono l’intera struttura del film. Ogni particolare che le costituisce è un richiamo a questo immaginario ed un riferimento all’epistemica narrativa di STALKER. La luce e la parola ne favoriscono le suggestioni, in una sorta di iconizzazione dei temi. Gli elementi strutturali, che solo un occhio attento scoverà, sono tracce dell’essere che, come nella ZONA, aiutano alla comprensione di un viaggio interiore e che, assieme ai “bastoni”, sono metaforico supporto al viandante per avanzare spedito e per difendersi dalle insidie.
La sezione dedicata alle proiezioni presenta il film di Donatella Baglivo, “Andrej Tarkovskij: UN POETA NEL CINEMA” nato dalla conoscenza tra Andrej Tarkovskji e la regista. Più che un documentario un approfondimento intimo e profondo sui temi che più stavano a cuore a questo artista-poeta: la sua infanzia, il suo ambiente, la sua creatività ma soprattutto il suo ruolo come artista nella società e la sua immensa capacità di fare cinema.
Il senso della relazione tra architettura e arte è invece resa, il secondo giorno di manifestazione, con la proiezione di un video musicale prodotto da N.E.F. (nostra estemporanea filmica), nato da un esperienza di N.O.E. Nostra Orchestra Estemporanea nel castello di Caliri in Irpinia.
Un’ orchestra timbricamente completa che suona senza direttive, senza partiture, senza determinazioni di qualunque genere, giocando con la sensibilità del singolo musicista. Queste sperimentazioni sonore, animeranno di suono lo spazio del Forte.